Catherine Deneuve

Catherine Deneuve nasce il 22 ottobre 1943 a Parigi, terza delle quattro figlie di Maurice Dorleac e Reneè Deneuve, entrambe attori. A quindici anni debutta con "Le collegiali", adottando il cognome della madre. Il primo grande successo arriva nel 1963 grazie a "Les parapluies de Cherbourg" di Jacques Demy, nel quale recita anche la sorella Francoise (la cui carriera viene stroncata prematuramente da un tragico incidente automobilistico nel 1967). Quando tre anni dopo si impone all'attenzione della critica con "Bella di giorno" di Luis Buñuel (film rifiutato a Cannes ma premiato a Venezia con il Leone d'oro), ha all'attivo già ben 18 film (possiamo citare "Le parigine", 1961; "Il vizio e la virtù", 1962; "La costanza della ragione", 1964; "Repulsion", 1965). Nel frattempo è nato il grande amore con Roger Vadim, dal quale avrà un figlio, Christian (nato nel 18 giugno1963). Nel 1969 lavora con François Truffaut in "La mia droga si chiama Julie". Il 1971 è un anno cruciale, infatti fonda la sua casa di produzione Le Films de la Citrouille e dopo il divorzio con il fotografo inglese David Bailey, che aveva sposato nel 1965, incontra Marcello Mastroianni. Dalla loro unione nascerà Chiara Mastroianni. Negli anni Settanta partecipa a più di venti film (tra cui "Fatti di gente perbene", 1974, di Mauro Bolognini; "La ragazza con gli stivali rossi", 1975, di Juan Bunuel; "Anima persa", 1976, di Dino Risi) senza ottenere però particolari successi, fino a che la sua magnifica interpretazione ne "L'ultimo metrò" di François Truffaut, le conferisce il primo César e rilancia la sua carriera. Seguono moltissime altre pellicole tra cui "Miriam si sveglia a mezzanotte" di Tony Scott, "Speriamo che sia femmina" di Mario Monicelli e "Indocina" di Regis Wargnier, grazie al quale nel 1992 riceve la nomination all'Oscar come migliore attrice. Da questo momento la sua carriera è tutta un susseguirsi di trionfi e riconoscimenti, da "La mia stagione preferita" a "Il convento", da "Les voleurs" a "Genealogia di un crimine" e "Place Vendôme". Nel 1996, dopo aver visto "Le onde del destino", profondamente colpita, Catherine scrive personalmente a Lars von Trier chiedendogli di includerla nel cast del suo successivo film, ottiene così una parte in "Dancer in the Dark" (2000). Nello stesso anno lavora a "Ballerino nel buio" e "Il tempo ritrovato" mentre l'anno seguente la troviamo in "Ritorno a casa" di Manuel DeOliveira, "Tom Thumb", "D'Artagnan" e "Pollicino". Grazie ai suoi tratti tipicamente 'gallici', Cathetine ha succeduto Brigitte Bardot nell'incarnare la tipica bellezza francese, nel 1995 è stata inclusa dal settimanale Empire fra le 100 star più sexy di tutti i tempi e inoltre è la musa ispiratrice dello stilista Yves Saint-Laurent. Da allora ad adesso fa qualcosa come altri sedici film. Nel 2002 è la volta di "8 donne e un mistero" e "Au plus press du Paradise", seguito l'anno dopo da "Dangerous Liasons" e "Un film parlato". Il 2004 la vede interpretare "Princesse Marie", "I re e la regina" e "I tempi che cambiano", fino all'ultima performance come voce della madre di Marjane nel lungometraggio d'animazione "Persepolis".

Con Catherine Deneuve

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