Alan Bates

Alan Arthur Bates, nato ad Allestree, nel Derbyshire, in Gran Bretagna, il 17 febbraio 1934, è l'attore più completo ed internazionale del panorama cinematografico inglese, per la sua classe e per un curriculum vitae veramente impressionante. Cresciuto in una famiglia della middle class, la madre lo incita a prendere lezioni di piano, perché avrebbe voluto vederlo calcare i più prestigiosi teatri mondiali, nonostante il maggiore dei suoi tre figli maschi già ad undici anni avesse le idee chiarissime, in altre parole diventare attore.
Di fronte all'evidenza, dopo il diploma, nel 1954, Alan frequenta la Royal Academy of Dramatic Arts a Londra, dove acquisisce immediatamente gli strumenti per assimilare il glorioso teatro classico inglese, anche se, prima di debuttare sulle scene - a Coventry nel 1955 e nei teatri del West End di Londra l'anno successivo - presta servizio militare per due anni nella Royal Air Force. Al 1956 risale anche il suo esordio filmico, nella commedia "It's Never Too Late". Bates si avvicina poi ai moderni testi dei cosiddetti 'arrabbiati' come John Osborne, portando trionfalmente in scena "Look Back in Anger", successo che si riverbera fino a Broadway. L'attore frequenta e lavora con i migliori registi ed autori dei primi anni Sessanta: Tony Richardson lo lancia, nel 1960, ne "Gli sfasati", con un partner d'eccezione come Sir Laurence Olivier; due anni dopo, tocca ad un altro protagonista del Free Cinema, John Schlesinger, dirigerlo nell'epocale "Una maniera d'amare"; conosce poi Harold Pinter, che lo chiama come primo interprete de "Il guardiano" di Clive Donner, consacrandolo a icona del suo teatro; ma è nel 1967 che trova la notorietà internazionale, con "Via dalla pazza folla". L'anno dopo arriva la nomination all'Oscar come miglior interprete per "L'Uomo di Kiev". Nel 1969 fa scalpore la lotta a corpo nudo con Oliver Reed nell'infuocato "Donne in amore" di Ken Russell.
Intanto la sua carriera teatrale va ugualmente a gonfie vele (un titolo su tutti: "Un giorno nella morte" di Joe Egg... ma come dimenticare i suoi 'eccentrici' "Amleto" e "Riccardo III"?). Nel 1970 interpreta il suo ruolo più bello, in "Messaggero d'amore" di Joseph Losey, sceneggiato da Pinter. La sua carriera filmica - che lo vedrà apparire in oltre 50 film - si rivelerà negli anni sempre più 'rigogliosa', con titoli sempre diversi: da "Zorba il greco" a "Georgy, svegliati", da "L'urlo" a "The Rose", da "Quintet" fino a "Britannia Hospital".
Bates, in ogni caso, non ha fatto sempre cose importanti e 'seriose', ma si è concesso, soprattutto in America, anche commedie divertenti ed irriverenti, come "Una Donna tutta sola" o "L'avventuriera perversa"; è stato diretto, nel 1990, anche dal nostro Franco Zeffirelli in "Amleto" a fianco di Mel Gibson e Glenn Close.
La vita privata di Alan Bates è stata attraversata da vicende dolorosissime: sposatosi con l'attrice Victoria Ward, nel 1970, ha perso suo figlio Tristan, nel 1990, diciannovenne, per un attacco d'asma cui è seguita, nel 1992, la morte della moglie (è stato dedicato un teatro a Londra in memoria di Tristan Bates, che stava intraprendendo anch'esso i primi passi come attore e modello). E' seguito per Alan un brutto periodo di depressione da cui si è riavuto con prontezza.
Idolatrato dalla comunità gay internazionale e per le interpretazioni anticonvenzionali e per il fascino mascolino sui generis, l'attore sta vivendo una seconda giovinezza. In grande spolvero in "Gosford Park" di Robert Altman è presente anche nel catastrofico "Ai vertici della tensione" e soprattutto in "The Mothman Prophecies" di Mark Pellington, un mistery thriller che lo vede accanto ad un altro idolo gay per antonomasia: Richard Gere. Alan Bates muore il 28 dicembre 2003 in una clinica di Londra: da tempo stava lottando contro il cancro. Aveva appena ricevuto il cavalierato dalla regina Elisabetta come parte dello New Years' Honors.

Con Alan Bates

Jack Ryan, giovane analista, da poco entrato alla CIA, viene incaricato da WIlliam Cabot, capo del controspionaggio, di una missione particolarmente pericolosa: mettersi sulle tracce di una bomba atomica smarrita …

8.0