Frank Miller (II)

Il nome di Miller è ormai fra i più noti non solo del fumetto americano, ma del fumetto contemporaneo in genere, e sempre più negli ultimi tempi incrocia trasversalmente il cinema di marca hollywoodiana. Nato nel 1957 nel Maryland, ma cresciuto a Montepelier, fin da bambino è ossessionato dai supereroi, dei cui albi diventa presto un assiduo collezionista. Deciso ad entrare in prima persona nelle redazioni in cui si producevano le sue amate storie, sul finire degli anni '70 Miller si fa notare dai tipi della Marvel, che gli affidano i disegni della serie di Daredevil. Diventato poi autore e disegnatore, riesce a innovare radicalmente storia e personaggi con suggestioni noir e orientali (di sua creazione i personaggi di Elektra e Bullseye). La critica comincia ad apprezzarne le doti, dalla capacità inventiva al caratteristico tratto scarno ed essenziale. Col tempo Miller riceve sufficiente credito da permettersi la sua personale 'palingenesi' del mito di Batman, prima in coppia con un'altra firma prestigiosa del nuovo fumetto americano, David Mazzucchelli, poi nel più noto "The Dark Knight Returns". Ma le opere più tipiche dello stile milleriano restano "Ronin" e "Sin City", che evidenziano il suo amore per le atmosfere hard-boiled e le figure del mito.Sorprendentemente prolifico il rapporto, diretto o di filiazione, fra Miller e il cinema,. Anche se inizialmente controverso, se si pensa che in seguito alle riduzioni di "Robocop 2" e "Robocop 3", resta talmente deluso da giurare di non affidare più una sua creatura ai tipi di Hollywood. Poi Rodriguez riesce a fargli cambiare idea, mostrandogli un 'promo' della sua cine-idea di "Sin City": sorpreso dai risultati fotografici Miller accetta la co-regia del progetto. Già in passato il suo Batman aveva influenzato non poco Tim Burton; e nel frattempo, fra "Elektra" e "Daredevil", il cinema attinge a piene mani dal suo immaginario. Ultimo arrivato, "300" di Zack Snyder, che riprende il suo lavoro più complesso - l'omonima 'graphic novel' sulle Termopili, una personale reinterpretazione della più nota battaglia dell'antica Grecia, condotta fra storia e mito.Miller non è solo un grande innovatore dell'immaginario fumettistico, è anche un autore a tutto tondo. Oltre a stravolgere il linguaggio dei comics si è imposto con una potente concezione grafica, che ha avuto la fortuna di vedere tradotta sul grande schermo con risultati sorprendenti. Come dimostrano, con la loro qualità visiva unica, sia il film di Rodriguez che quello di Snyder.

Con Frank Miller (II)

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