Takeshi Kitano

Takeshi Kitano nasce il 18 gennaio 1947 a Tokyo. Il padre Kikujiro è imbianchino (e fa parte della yakuza), la madre Saki lavora come donna delle pulizie. Dopo aver lasciato gli studi di Ingegneria alla Meiji University, viene assunto come ragazzo dell'ascensore in un cabaret. E' proprio qui che gli viene chiesto di sostituire uno dei comici: visto l'insperato successo, Kitano impara la danza, il mimo e il tip-tap.
Nel 1973 il comico Beat Kiyoshi gli chiede di affiancarlo: l'attore diviene così Beat Takeshi ed esplode il duo comico "The Two Beats", irriverente, trasgressivo, a tratti volgare e ai limite della censura. L'anno successivo comincia la loro ascesa televisiva che li porta nel 1980 ad essere ospiti fissi del popolarissimo show "Waratteru baai desu yo!". Nel 1983, dopo lo scioglimento del duo, Kitano si dà a un'irrefrenabile attività: attore e regista di commedie tv, radiocronista sportivo, conduttore di giochi a premi, di programmi educativi, di talk-shows, di programmi radiofonici, opinionista per quotidiani.
Quello stesso anno, dopo un discreto numero di film come attore secondario (il suo esordio è in "Makoto-chan" del 1980), ha un'interpretazione di rilievo, indimenticabile, in "Furyo" di Nagisa Oshima. Quello stile da 'buffone tragico' sarò poi replicato in un gran numero di film e telefilm, nei quali il 'comico' interpreta puntualmente il ruolo dello yakuza. Nel 1989 "Violent Cop" segna il suo esordio registico: Kitano sostituisce Fukasaku Kinji, noto regista di polizieschi, che ne pretende inutilmente la piena disponibilità di tempo. Seguiranno, in tempi brevi, "Boiling Point" (incentrato sul mondo del baseball, una delle sue passioni) e l'estatico "Silenzio sul mare", nel quale - per la prima volta - non appare. Mentre numerosi festival europei danno a Kitano i massimi riconoscimenti e il suo stile inedito e travolgente lo lancia come regista di culto, il suo percorso autoriale viene del tutto snobbato in patria. 'Beat Takeshi' continua così la strada della televisione, ma non più in panni comici: appare piuttosto come uomo di cultura. Nel 1993 tocca a "Sonatine" (unanimamente considerato il suo capolavoro) segnare la rottura con la Shociku, major giapponese e produttrice dei suoi primi film.
Dal 1990 al 1995 viene votato come il personaggio televisivo più popolare del Giapone; nel 1994 è stato addirittura scelto come l'uomo che il pubblico vedrebbe più volentieri come Primo Ministro; nel 1995, un sondaggio del magazine "Spy" lo ha eletto uomo più amato del paese.Nel 1994, dopo il folle "Getting Any?", Kitano è vittima di un gravissimo incidente in motocicletta, che gli provoca la paralisi del lato destro del volto e lo costringe a un lungo periodo di convalescenza. Il ritorno alla regia avviene nel 1996 con "Kids return" (nonostante i toni autobiografici, anche qui il regista non appare), che Kitano distribuisce attraverso la sua casa di produzione (Office Kitano) ottenendo il primo successo di critica e di pubblico in Giappone. Con il funereo "Hana-bi" nel 1997 vince il Leone d'oro a Venezia. Da quel momento i festival 'de-luxe' si contendono i suoi film: "L'estate di Kikujiro" è a Cannes mentre con "Brother" torna a Venezia, fuori concorso. Da sempre libero dalla schiavitù del copione, in tutta la sua opera Kitano riduce i dialoghi ad accenni e accresce fino a un punto di non ritorno l'ironia ma anche la tragicità dei personaggi, sempre più romantici e violenti. Nonostante l'improvvisa popolarità registica, Kitano a continuato a prestare la sua 'maschera' ad altri registi: in America a Robert Longo ("Johnny Mnemonic"), in Francia a Jean-Pierre Limosin ("Tokio Eyes"), in patria al suo maestro Oshima ("Tabù - Gohatto"). Non ha mai smesso di firmarsi Beat Takeshi; usa il nome di battesimo solo come regista. Ha scritto oltre 50 libri, saggistici e non (ma solo il blasfemo "Ecco perchè mi odiano" è stato distribuito in Italia). La figlia Shoko è cantante: Kitano ha diretto tutti i suoi videoclip.

Con Takeshi Kitano

Da un racconto di William Gibson che l'ha anche sceneggiato. Nel 2021, un corriere elettronico che nel cervello ha un microchip zeppo di dati preziosi e segreti è braccato dai …

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Major, un singolare ibrido umano-cyborg delle operazioni speciali, è a capo della task force d’elite Section 9. Dedicato a contrastare i più pericolosi criminali ed estremisti, Section 9 affronta un …

8.0